L’antico Egitto in mostra ad Orvieto

Dal 12 Marzo al 2 Ottobre non perdetevi la mostra dal titolo Il fascino dell’Egitto. Il ruolo dell’Italia pre e post-unitaria nella riscoperta dell’antico Egitto, allestita ad Orvieto nelle due location, il Museo Claudio Faina e Palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto. La mostra è coordinata da Giuseppe M. Della Fina, direttore scientifico della Fondazione per il Museo Claudio Faina, ed è curata dalle egittologhe Elvira D’Amicone (Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo di Antichità Egizie di Torino) e Massimiliana Pozzi (Società Cooperativa Archeologica).
Attraverso 250 reperti, la mostra racconta quello che gli egittologi partiti dal nostro Paese scoprirono nella leggendaria Terra dei Faraoni: storie di avventurieri, archeologi e intellettuali italiani che tra Ottocento e Novecento hanno reso l’Italia ricca di collezioni egizie.

La coincidenza con il centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, ha certamente ispirato i curatori a fare delle  riflessioni sui rapporti fra politica, cultura e archeologia.

La mostra sottolinea l’importante ruolo svolto dall’Italia nell’egittologia ufficiale, ovvero quella successiva alla decifrazione dei geroglifici, con figure come Ippolito Rosellini prima e Ernesto Schiaparelli poi.Particolare rilievo verrà dato alla figura di Ernesto Schiaparelli, egittologo, che scoprì la Tomba di Nefertari e la sepoltura di Kha, e fu direttore del Museo Egizio di Firenze e di Torino.

Tra i molti tesori esposti, si potranno ammirare elementi di corredo funerario che illustrano varie epoche come reperti che giungono dal Medio Egitto, risalenti al 1900 a.C., e altri che provengono dalla Valle delle Regine e databili al 700 a.C. circa. I numerosi spunti offerti dai materiali esposti permetteranno di affrontare in modo esaustivo alcuni aspetti della vita quotidiana nell’antico Egitto, di approfondire temi affascinanti come la conservazione di materiali delicati quali le stoffe, e di analizzare le informazioni che i ricercatori contemporanei possono trarre dalle analisi diagnostiche più all’avanguardia.

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